ALESSANDRO LAMARMORA

ottava puntata

IL CONDOTTIERO

La prova del fuoco è compiuta. I Bersaglieri hanno acquistato la fiducia, la simpatia dei compagni d'arme, l'ammirazione del popolo, la stima dei tecnici.

Aumenta il valore del loro successo, la difficoltà della prova, in quanto, avevano trovato di fronte un Esercito che come scriveva il prode Principe Ferdinando di Savoia « Brilla da secoli come uno dei più prodi e più guerrieri d'Europa ».

Nella breve campagna del 1849, Lamarmora non comanda i Bersaglieri perché nominato Capo di Stato Maggiore dell'Esercito.

Nelle sfortunate giornate di Mortara e di Novara, ove l'esercito piemontese è costretto a subire l'offensiva di un avversario superiore di mezzi, di esperienza, non di valore, il nostro Lamarmora si distoglie dai Bersaglieri tutto acceso per l'avvenire del Paese e l'onore dell'Esercito. Bello nell'incuranza del pericolo è ovunque, sul fronte di combattimento per dare ordini, correggere errori, prendere iniziative, incitare con l'esempio alla resistenza.

In lui appare il Condottiero.

A Mortara la sera del 22 marzo, quando la situazione è già disperata, Lamarmora vuole ancora afferrare il successo: raccoglie circa 400 uomini della Brigata Regina e li muove arditamente verso il ponte dell'Arbogna per fermare di là l'avanzata nemica. Spinge avanti gli arditi e mentre incalza col suo solito coraggio da ogni parte perde due cavalli sotto di sé. (Rapporto del Duca di Savoia).

Più tardi, davanti all'incalzare del nemico forma una colonna coi superstiti ricordata nella Storia col nome di Colonna Lamarmora e con essa dimostra le sue forti virtù militari.

Si legge nelle relazioni ufficiali della campagna: « Lamarmora frammischiato fra i soldati animava energicamente alla pugna»... « il Generale intrepido a poca distanza presenziava la fazione ». « A Mortara mi trovai con due battaglioni della Brigata Cuneo condotti sul luogo di combattimento dal valoroso Generale Lamarmora ».

Lamarmora presente ovunque ove tuoni il cannone, è sicuro che i suoi bersaglieri compiono il loro dovere. Essi infatti con la colorita del movimento, con l'iniziativa degli ufficiali, con l'efficacia del fuoco, lo slancio nelle loro cariche appoggiano ovunque— come vuole il fondatore « ogni azione principale > compiendo magnifici episodi di valore ormai storici.

Al chiudersi della giornata di Novara, Lamarmora ritorna ancora a distinguersi: Raccoglie i resti della 2a Divisione e li guida egli stesso alle mura di Novara per impedirne l'entrata al nemico.

Lamarmora questa volta marcia in coda per essere più vicino al nemico che avanza.

Entrata la colonna da Porta Mortara vuol darle tempo di schierarsi sugli spalti. Gli austriaci non sono lontani; Lamarmora a cavallo con sole due ordinanze, si colloca al Ponte fuori Porta e rivolge il cavallo verso il nemico.

Giungono poco dopo le punte della colonna austriaca. Vedono un Generale a cavallo in simile posizione e lo credono a capo di molte truppe già schierate a difesa; titubanti si arrestano, arrivano i loro graduati, poi gli ufficiali che si fermano anch'essi ad osservare.

Lamarmora ha fatto guadagnare ai suoi il tempo necessario per una prima ordinata resistenza; volta la briglia e scompare con le sue ordinanze.

Per la condotta a Mortara e a Novara, Lamarmora riceve la medaglia d'argento al V. M., da lui più ambita di qualunque Croce.

Anche i suoi Bersaglieri hanno ben meritate le ricompense al valore, il plauso del Piemonte e la grande soddisfazione del loro Fondatore.    

Le quadriglie di Lamarmora, delle quali parlammo nel primo capitolo, fecero buona prova e si cercò subito di estenderne l'impiego alla linea avendone riconosciuta l'efficacia nel fuoco e l'ottima virtù di coesione e di disciplina nel disordine della lotta.

La campagna del 1848-49 aveva dimostrato che la nostra fanteria non era bene ammaestrata a stendersi in cacciatori e a far buon uso del fucile.

I bersaglieri che avevano ricevuto buona scuola, fecero esempio e Lamarmora fu incaricato dopo la campagna di tracciare un progetto sulla Scuola dei Cacciatori da eseguirsi presso i Corpi di linea. Fu così pubblicata una "Istruzione Provvisoria da Bersagliere per la fanteria", primo avviamento all'ordine sparso più tardi esteso a tutta la fanteria.

 nella prossima puntata " Guerra di Crimea e morte di Lamarmora "