LUCIANO MANARA

Ottava puntata

L'ENTRATA IN ROMA

 Il 29 Aprile Manara con i suoi Bersaglieri entrava, dopo tante peripezie, nella Città Eterna. L'accoglienza fu trionfale, ma nel tempo stesso molto chiassosa, ciò che in verità disorientò un po', al principio, i Bersaglieri abituati ormai all'austero regime disciplinare instaurato dal loro comandante: spiacquero specialmente le eccessive dichiarazioni e grida di carattere politico ed a proposito è opportuno ricordare un caratteristico episodio, riportato dal Dandolo che vi partecipò.

Il generale Avezzana, prima di far entrare il Battaglione in caserma lo passò in rivista e gli rivolse un caldo discorso, chiudendo col grido di : " Viva la Repubblica " al che il reparto rimase silenzioso sul presentat'arm, allora Manara, fattosi avanti ai suoi, gridò: " Viva l'Italia " e tutti lo ripeterono a gran voce.

Questo episodio conferma quanta intima fusione di pensiero esistesse fra i Bersaglieri ed il loro Capo: per loro non esistevano che l'Italia e Luciano. Egli era venuto a Roma questa volta non d'intesa con la sua Carmelita e in quel giorno scriveva: "...mi rincresce che tu non approvi la mia venuta a Roma, il Piemonte è pacificato con l'Austria, dunque la mia presenza là sarebbe stata un'onta. Roma fa la guerra al dispotismo di Napoli ed all'invasione francese. La via della libertà italiana si è rifugiata al cuore...Io faccio il mio dovere, ho mostrato ai miei amici ed ai miei nemici che corro là dove la Patria è pericolante: non mi intrigo di politica, non faccio il ciarlatano, amando il mio Corpo spero di compiere la missione che il mio Paese mi ha affidato. Dopo penserò a me, a te, ai miei figli, che siete, dopo la mia Patria, quello che ho di più caro al mondo."

Quanto entusiasmo e quanta coerenza in tutte le lettere di Manara e come grandeggia la sua figura ad onore della stirpe della famiglia bersaglieresca che giustamente lo conta fra i suoi figli migliori!

Lo stesso 29 aprile il generale Oudinot, che pure nel suo noto proclama aveva fatto sapere che nessun atto ostile sarebbe stato compiuto contro la Repubblica Romana, essendo la spedizione francese informata ai soli principi di difesa contro i pericoli dell'Austria, della Spagna e di Napoli, iniziò l'avanzata con una colonna di avanguardia forte di più di seimila uomini con artiglieria al fianco e a Castel di Guido i primi tafferugli fra pattuglie di cavalleria non si fecero attendere. Fu così chiaro a tutti che la Repubblica avrebbe difeso il suo territorio violato e che non era affatto vero quello che l'Oudinot aveva dato ad intendere alle sue truppe e cioè che sarebbero stati accolti come liberatori.

Continuata la marcia, il giorno 30 i Francesi trovarono a Porta Angelica e a Porta Cavalleggeri vivissima resistenza e subirono notevoli perdite, presso Porta San Pancrazio la mischia fu feroce, Garibaldi in persona vi prese parte coi suoi Legionari e solo l'intervento della Legione romana, comandata dal colonnello Galletti, finì col mettere i Francesi in piena ritirata.

Durante questa azione il Battaglione Manara, che era giunto da poco, rimase in riserva a Piazza San Pietro, volendo ancora rispettare le condizioni poste a Civitavecchia.

Luciano era però ansioso di cimentarsi, giacché nessuna ragione di restare neutrale era a suo avviso più ammissibile con la piega presa dagli avvenimenti e rimase assai meravigliato e deluso che in quel groviglio di passioni e di programmi politici, per l'influenza specialmente degli idealismi di Mazzini, non ostante il sangue già versato, si potesse ancora ritenere possibile una soluzione pacifica. Vi fu anzi una specie di tacito armistizio e i prigionieri e i feriti francesi vennero restituiti accompagnandoli sino alle porte di Roma.

Manara e i suoi non sapevano più che cosa pensare: non credevano però alla pace ed erano nel vero perché l'Oudinot, vista la resistenza incontrata, aveva telegrafato al suo Governo: "Attendo rinforzi e pezzi d'assedio", così ricambiando le leali manifestazioni di fratellanza degli illusi romani.     

Nella prossima puntata: " Manara e Garibaldi"