ENRICO TOTI

Motivazione della Medaglia D'Oro V.M.

 e breve sintesi di E.Filiberto Di Savoia Duca D'Aosta

Dalle prime relazioni del Comandante Razzini nacque la stupenda motivazione per l’assegnazione della medaglia d'oro all'Eroe stupendo.

Ma ancora il « regolamento » doveva frapporsi fra lui e la ricompensa: Toti non era un soldato regolare e non si poteva quindi dare un'insegna militare a chi militare non era!

Il 3 settembre di quello stesso anno, il Duca D’Aosta annunciava solennemente che il Re « motu proprio » aveva concessa la medaglia d'Oro al bersagliere Enrico Toti «perché ne sia tramandato il ricordo glorioso ed eroico alle generazioni future».

 

« Enrico Toti, da Roma, volontario Bersaglieri ciclisti: Volontario, quantunque privo della gamba sinistra, dopo aver reso importanti servizi nei fatti d'arme dell'aprile a quota 70 (est di Selz), il 6 agosto nel combattimento che condusse all'occupazione di quota 85 (est di Monfalcone), lanciavasi arditamente sulla trincea nemica continuando a combattere con ardore, quantunque già due volte ferito. Colpito a morte da un terzo proiettile, con esaltazione eroica, lanciava al nemico la gruccia e spirava baciando il piumetto, con stoicismo degno di quell'anima altamente italiana.

Monfalcone, 6 agosto .1916 (Boll. Mili-tare Uff. Disp. 84 del 1916) ».

 

Il Duca D’Aosta lo esaltò poi più volte e nel messaggio alle truppe del Capodanno 1918, dal Piave disse:

« Nella schiera dei nostri eroi, la figura di Enrico Toti si eleva sopra gli altri, e, trascendendo i limiti e gli attributi della persona, assurge alla forza di un simbolo grande e sublime d'italianità, amor patrio insuperabile, spirito di sacrificio pari al coraggio e al valore e sopratutto alta e verace espressione di quel puro e caldo sentimento popolare che sì ricco contributo di entusiasmo, di fede, di energie, ha versato nella compagine delle forze combattenti.

Onorare la memoria di Enrico Toti vuol dire onorare il popolo italiano che ha affrontato senza esitare i più gravi sacrifici per il conseguimento degli ideali patri; significa esaltare gli umili che alla gran Madre hanno fatto olocausto della loro esistenza senza nulla chiedere; significa infine confermare la santità della nostra causa ed elevare l'animo e la coscienza nazionale.

La III Armata ed il suo Comandante non potranno mai dimenticare l'eroico popolano caduto in vista della meta agognata; essi sentono vivamente nel cuore il dolce richiamo che parte dalla gelida e disadorna tomba del Carso, con rovente rammarico e con nostalgico dolore lasciata, sulla quale, per le rinnovate fortune d'Italia, dovrà brillare ancora il sole della vittoria! »

                            EMANUELE. FILIBERTO DI SAVOIA DUCA D'AOSTA.

 

La vita di Enrico Toti non s'era spenta, ma risplendeva ora più grande e feconda così trasfusa nel cuore pulsante di tanti milioni di uomini; ed Egli ben poteva ripetere sorridendo:

« Ma nun moro io! ».